Google come Apple spiano e registrano i dati delle nostre posizioni inviati dagli smartphone

Google con il suo sistema operativo Android e Apple con il suo sistema operativo iOS ci seguono passo passo nei nostri spostamenti quotidiani inviando le nostre posizioni alla casa madre. Queste sono due notizie che sono apparse in questi giorni sul sito dell’Ansa.it. Sicuramente sono notizie allarmanti! Ormai se vogliamo fare qualche cosa in intimità bisognerà spegnere lo smartphone e per ulteriore sicurezza metterlo sotto una campana di piombo così, forse, siamo sicuri che non trasmetta nessuna informazione personale!

Leggetevi gli articoli qui di seguito!

LONDRA – Sorpresa. Il miglior amico di mogli e fidanzate gelose e’ l’iPhone, o l’iPad. I gingilli super-tech della Apple sono infatti in grado di registrare ogni movimento compiuto dal suo proprietario – tramite la rete 3G – sin dal lancio del sistema operativo iOS4, poco meno di un anno fa. Il file impiccione viene quindi trasferito sul computer ‘madre’, quello usato per gestire il mirabolante oggetto. A quel punto basta dotarsi di un software facilmente disponibile in rete per visualizzare (con tanto di mappa) tutti gli spostamenti. A scoprire che iPhone e iPad si trasformano in un click in tanti Hercule Poirot sono stati Pete Warden e Alasdair Allan, due esperti informatici britannici. La mela morsicata, infatti, si e’ ben guardata dal mettere in guardia i propri clienti da questo particolarissimo servizio. L’unica traccia viene dal ‘contratto’ d’utilizzo del programma iTunes.

”Apple e i suoi partner e licenziatari – recita un paragrafo incorporato nel testo lungo 16 mila parole – possono raccogliere, utilizzare e condividere dati precisi sul luogo, inclusa la posizione geografica in tempo reale, del computer o dispositivo Apple”. Dati che, stando a quel che dice Cupertino, sarebbero raccolti in forma anonima e servirebbero a ”migliorare l’offerta di servizi e prodotti basati sulla geolocalizzazione”. Pubblicita’ e applicazioni, insomma. Qualunque siano le intenzioni di Apple – ”in questi casi”, ha detto al Guardian Graham Cluley, esperto presso l’azienda di sicurezza telematica Sophos, ”propendo piu’ per l’opzione ‘pasticcio’ che ‘cospirazione”’ – la scoperta di Warden e Allan ha subito mandato in subbuglio fan e detrattori della mela.

NEW YORK – Non solo la Apple con l’iPhone, ma anche Google con i suoi telefonini Android raccoglie i dati degli utenti e in particolare registra i movimenti del proprietario degli smartphone, per poi trasmetterli regolarmente alla casa madre. Lo scrive il Wall Street Journal, sollevando nuovi quesiti legati alla privacy, anche perche’ l’obiettivo perseguito dai due gruppi e’ innanzi tutto commerciale, essendo legato alla pubblicita’ e alle abitudini di consumo degli utenti sorvegliati.

Stiamo assistendo, secondo il quotidiano economico, ”ad una gara per costruire gigantesche banche dati in grado di localizzare con precisione dove si trovano le persone, attraverso i loro telefonini. I database in questione potrebbero aiutarli a penetrare il mercato dei servizi locali, di un valore di 2,9 miliardi di dollari, e che potrebbe raggiungere gli 8,3 miliardi nel 2014”. Oltre alla conquista dei mercati locali, la raccolta dati persegue altri obiettivi: come quello di aiutare le compagnie telefoniche a identificare le aree con copertura mediocre, e nel caso di Google, capire come si sta muovendo il traffico nelle aree cittadine o sulle autostrade.

Le questione che questi servizi in decisa crescita pongono sono ovviamente legati alla privacy, e probabilmente il Congresso degli Stati Uniti prima o poi avviera’ un’inchiesta o organizzera’ una serie di audizioni, anche perche’ fino ad oggi le risposte sia di Apple sia di Google sono state piuttosto frammentarie. Che succede se lo smartphone viene rubato? O se finisce in mano ad una moglie gelosa? E se la polizia lo sequestra? Fino ad ora per raccogliere questi tipi di dati occorre il via libera della giustizia. Chi minimizza la questione e’ sul suo blog il premio Nobel dell’economia Paul Krugman, secondo cui ”l’orribile segreto che qualcuno scoprirebbe seguendo il mio telefonino e che non ho segreti interessanti”. Su un altro fronte, quella della musica disponibile sulla ‘cloud’ la Apple e’ pronta ad offrire i suoi servizi: la casa di Cupertino avrebbe gia’ raggiunto accordi con due delle ‘major’ discografiche e un’intesa con le altre due sarebbe in dirittura d’arrivo. La Amazon ha appena lanciato un servizio di questo tipo, ma offrendo solo storage sulla nuvola, e Google si appresta a fare lo stesso.

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