Un po’ di terminologia – Touchscreen

L’erudizione e la conoscenza in campo informatico non sono mai totali: non per niente esistono varie branchie che si occupano di informatica: programmatori, sistemisti, grafici, web designers, ecc.

Ma certo è possibile migliorarla un po’, ad esempio conoscendo nuovi termini e venendo a sapere come funzionano le tecnologie che abbiamo “a portata di dita” ogni giorno.

Oggi vediamo di spiegare in breve la tecnologia touchscreen:

Funzionamento generale

Esistono molti tipi di schermi touchscreen, e dopo ne vedremo soltanto due, che ci capitano tra le mani molto spesso. Ma in generale, come funzionano? La tecnologia touchscreen necessita di tre componenti: a lato software, un driver che consente al sistema operativo del terminale di interpretare il nostro input su schermo; a livello hardware, abbiamo uno schermo sensibile al tocco e un “controller”, ovvero una scheda che si occupa di registrare per il software i tocchi e che li fa elaborare dal processore.

Tutto ciò è, a grandi linee, compatibile anche per normalissimi PC, con apposite periferiche di input esterne (si vedano le lavagnette elettroniche, anche se sono realizzate con una tecnologia piuttosto differente e non prevede la visualizzazione di immagini).

Tecnologia resistiva – HTC Touch HD e palmari simili

Gli schermi resistivi fanno uso di due pannelli di plastica trasparente (ecco perchè pigiando uno schermo di un comunissimo palmare lo sentiremo “molle”) sovrapposti, ognuno dei quali ha la superficie interna ricoperta di materiale conduttore. Vi sono poi una serie di “separatori”, ovvero punti che tengono a distanza i due pannelli. Facilmente, ora possiamo capire come fa il software ad interpretare il segnale: il controller spedisce al driver, infatti, le coordinate su schermo del tocco.

Se da un lato la tecnologia resistiva è la più usata, e anche la meno costosa, fornisce prestazioni inferiori (nonostante sia leggermente più precisa) a quella capacitiva che vedremo dopo, perchè lo schermo non è completamente traslucido e ne risente la luminosità e la qualità. Una nota dolente è inoltre la delicatezza: il vostro resistivo potrebbe persino arrivare ad essere meno reattivo dopo parecchi mesi di utilizzo!

Tecnologia capacitiva – iPhone, iPod Touch

Nella tecnologia capacitiva (che getta le basi per un utilizzo ottimizzato per le dita, grazie anche all’uso combinato su alcuni device con il multitouch)  il touchscreen è composto da un pannello di vetro ricoperto da un sottile strato di ossido metallico sulla parte esterna. Ai quattro angoli del pannello viene applicata una tensione che crea un campo elettrico uniforme su tutta la superficie dello schermo per via dell’ossido di metallo. Quando il dito “tocca” lo schermo, il campo elettrico subisce una variazione e le coordinate su schermo vengono rilevate misurando la caduta di tensione nel punto toccato. I capacitivi sono meno delicati (nonostante si possano usare solo con le dita, si possono applicare protezioni di plastica trasparente) ma bastano graffi e abrasioni per renderli parzialmente insensibili. La qualità delle immagini è relativamente superiore così come lo è la nitidezza e la luminosità, grazie alla maggior trasparenza.

Spero di esservi stato d’aiuto con questo mini-glossario, alla prossima!

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One comment

  1. Благодарю! спс

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