Jobs ammette e bufera mediatica su kill-switch: come difendersi dai giornalisti

Chi avrà seguito anche superficialmente le principali fonti di informazione italiana avrà probabilmente saputo: Jobs ha affermato che tutti gli iPhone 3G sono controllabili a distanza dalla società californiana per permettere, in futuro, di debellare eventuali virus o codici maligni senza che tutti gli iPhone si infettino.

Queste poche parole della sua dichiarazione hanno suscitato un polverone, a quanto sembra unicamente italiano: noi italiani infatti siamo specializzati in polveroni.
Anche detto: tanto fumo e niente arrosto.
In particolare viene contestato ad Apple, tanto da arrivare a segnalazioni alla Polizia Postale ed ad esposti di Adusbef e Federconsumatori, il non-diritto di poter entrare all’interno dei telefoni dei propri utenti.
Allora tutti gli italiani si sono sentiti feriti nei riguardi di questa “violazione della privacy” da parte del colosso di Cupertino.

Ma da cosa parte tutto questo? Da una segnalazione di un abilissimo coder e scrittore, Jonathan Zdziarski (tra l’altro lo scrittore di iPhone Open Development Application e iPhone Forensics), riguardo ad un codice all’interno di un file della memoria interna di iPhone e iPod Touch (tutti i dispositivi della mela dal 2.0 in poi ne sono, come dire, “afflitti”) che richiamerebbe ad una pagina interna ad Apple, al momento vuota, che dovrebbe contenere una blacklist di applicazioni.

Come funziona? L’iPhone controlla all’interno del sistema le applicazioni e si confronta con la webpage di Apple: se ve n’è qualcuna ritenuta potenzialmente dannosa, a questa viene inibito l’avvio. Lo stesso Jonathan, pochi giorni dopo, ha scoperto come aggirare questa “mancanza di privacy”, come ormai si usa dire, e come questa funzioni: sembra in realtà che il sito Apple vada a cercare nell’iPhone appunto applicazioni che collidano con l’API che gestisce la CoreLocation, un settore dell’iPhone già posto sotto pesanti restrizioni a partire dall’SDK, il codice di sviluppo che ha preso il via in fase beta lo scorso Marzo.

Che dire invece del polverone mediatico italiano quali siamo soliti fare? Il Corriere è stato in prima linea nel documentarci la vicenda, anche se negli ultimi giorni ha un po’ rimpicciolito la questione, portando l’articolo si in bella vista, ma nella pagina Scienze e nella colonna laterale. Su Repubblica, la notizia di iPhone campeggia beffarda su Scienze&Tecnologie, subito dopo la news del superamento di visite di Facebook su MySpace. Addirittura Studio Aperto l’altra sera, TG nazionale di Italia1, ha dato eminente sfoggio della poca conoscenza reale dei fatti in un servizio al fondo.

Che dire? Colpa della disinformazione. Non solo Apple non è in grado di leggere i nostri contatti, le nostre e-mail, visitare la nostra cronologia web o i nostri messaggi SMS, ma al momento il sistema kill-switch non è usato e probabilmente nemmeno verrà mai utilizzato, causa il sistema operativo piuttosto solido. Cosa fare dunque? Stare tranquilli e godersi le vacanze, magari spegnendo un po’ la televisione e dando adito maggiormente alle notizie a chi sa trattarle con dovere. Soprattutto quelle tecnologiche!

A presto! Spero di aver chiarito qualche dubbio!

Image courtesy of iPhoneItalia.com

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